lunedì 17 febbraio 2014

Cosa ci resta? Considerazioni su passato e futuro dell'agenda digitale.




In uno dei post precedenti parlavo di Disneyland e di Agenda Digitale, sembra già di essere in altra era, tutto è cambiato. Tutto è stato. Ma cosa sarà?

Si ironizzava su un DC senza Twitter, si scopriva che non esisteva una sito ufficiale sul tema, si approvava lo statuto dell'AGiD.

Si, ma ora?
Ora che l'Unita di missione è decaduta, insieme al comitato dei 12 volontari, ora che abbiamo il Rapporto Caio e che sappiamo quanto ci è costato:
- sappiamo ciò che già sapevamo sulla banda larga e cosa fare per arrivare a H2020.
- sono stati rivitalizzati i 3 progetti avviati da anni (e-invoice, e-identity, anpr)
- continua a mancare il piano regolatore dell'ICT pubblica
          - l' AGiD ha un suo statuto

Si, non tutto è perduto, in soli otto mesi abbiamo dei risultati, questo è quello che ci resta.

Ma accanto ai risultati..., alcuni effetti e considerazioni collaterali:
- permane l'assenza del piano regolatore. Lo stesso Alfonso Fuggetta nel suo ultimo articolo dice fra l'altro: "...È vitale definire infrastrutture e architetture informatiche unitarie e condivise". 
- almeno 20 persone sono ora in possesso di informazioni privilegiate! Nessuno pensa male,  ma sappiamo quali obblighi di riservatezza hanno assunto verso lo Stato?
La paura per il futuro è questa:
- riuscirà questo governo (il nuovo) a fare in modo che l'ICT non rimanga la cenerentola delle sue priorità?
          - sempre il governo (quello uscente) nell'ultimo Consiglio dei Ministri ha nominato, un po' in sordina,  il Comitato SPC. I nomi però ancora mancano.


L'auspicio è che il futuro ci sorprenda, ma positivamente!
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