venerdì 7 marzo 2014

Ma qualcuno ha messo in pausa l'Agenda Digitale?


La mia sensazione, purtroppo avvalorata dai fatti, è come se qualcuno nel "gioco" dell'Agenda Digitale, che gioco non è per le enormi implicazioni che ha per il paese Italia, avesse premuto il tasto pausa.

Pochi giorni fa ironizzavo in un altro post se lo stato delle cose era come se aspettassimo Godot.

Oggi invece rifletto sullo stato di coma (farmacologico) che si osserva, ma andiamo con ordine:

-Abbiamo un nuovo governo e un nuovo Premier.
-Non abbiamo indicazioni su cosa, questo governo, intenda fare sulle Politiche Digitali del paese Italia.
-Abbiamo emeriti giornalisti, professori universitari, blogger, personalità di spicco che formulano le più svariate ipotesi su cosa possa succedere e persino su come si debba andare avanti.
-Non abbiamo un simil Rapporto Caio sui risultati di quanto già fatto o se le prossime scadenze saranno rispettate, visto il cambiamento politico e organizzativo che c'è stato.

Sul nuovo Premier e l'Europa

Il Premier: non avendo indicato nessun sottosegretario alle politiche digitali i maggiori commentatori, e vista la sua personale propensione all'uso dei mezzi Digitali, hanno ipotizzato che voglia tenere per se il ruolo fondamentale che è indicativamente rappresentato dal nome Mr. Agenda Digitale. Ma i fatti, ad oggi, non danno nessuna indicazione in merito, a conferma o meno, che queste ipotesi siano vere.
Poi c'è l'Europa con un Commissario all'Agenda Digitale, Neelie Kroes, anch'essa a fine mandato. In una recente intervista ha detto che: I’m not going to grow roses” e che nei 250 circa giorni che mancano alla fine del suo mandato cercherà di chiudere al meglio alcune tra le sue più importanti battaglie: 

una di queste è quella indicata dall'hashtag #connectedcontinent, che per sommicapi vuol dire almeno abbattere le barriere del roaming internazionale;

l'altra è avviare il passaggio al 5G entro il 2015. 

Tutto ottimo, ma poi? Bisognerà anche in questo caso ricominciare, la N.Kroes non è in gioco, non si è ricandidata. Sarà la nuova compagine politica Europea che dovrà trovare il suo sostituto. Che cosa significa questo se non ancora una PAUSA?


Su cosa si farà, o si potrebbe fare

Alcuni dei più noti professori universitari che seguono molto da vicino questi temi, parlo del professore Stefano Epifani e del professore Alfonso Fuggetta, hanno in questi giorni contribuito con idee interessanti anche al fine stimolare, credo, riflessioni e smuovere un po' le acque. Il prof. Epifani in questo articolo dà una serie di suggerimenti su quella che potrebbe essere "una vision di sistema" oltre che un po' di considerazioni su cosa ha funzionato e cosa no. Il prof. Fuggetta nel suo blog in questo post invece ci dice qualcosa "Sull’innovazione tante chiacchiere, poche esperienze, scarsa memoria". Mi fermo qui nelle citazioni, ma la sensazione, anche qui, che provo è che oltre la buona volontà e la capacità indiscussa dei suddetti, è quella di essersi fermati, di un tentativo di stimolare una ripartenza ma senza poter incidere in modo effettivo nella realtà. Quindi anche qui PAUSA! 

I tempi del mondo ICT sono tempi molto più veloci di quelli della vita di ogni giorno.
Chiudo dicendo consapevolmente che ogni giorno che passa è un giorno perso.


  
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